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Volo Ozzano - Lugo Domenica 14-02-2010
Oggi ho volato. Il meteo era brutto e volgente al pessimo, ma con Albe e Matte ci siamo trovati comunque al campo di Ozzano per tastare il terreno e vedere se era possibile fare un volo senza infangarsi troppo. Faccio il consueto giro sulla pista a piedi per capire se il manto erboso non fosse troppo intriso d’acqua, con sorpresa noto che è gelato, il piede non affonda. Con lo sguardo sondo il fondo pista per capire dove sono i solchi lasciati dai pesanti aerei Cirrus, lateralmente non ce ne sono, solo al centro. E’ un bene. Intanto arriva il nostro istruttore che subito ci propone “assetti inusuali”, molto utili per cavarsela quando ci si trova in difficoltà; ma io voglio prima volare da solo, ho bisogno di una conferma personale, un esame con me stesso. Non volo da solo da quattro mesi, oggi che la pista non è troppo fangosa DEVO farlo! I nostri piccoli aerei sono molto sensibili al peso e al variare delle condizioni meteorologiche, senza passeggero e con l’aria particolarmente densa il nostro P92 decolla e sale in pochi istanti, devo togliere potenza per tenerlo in volo livellato. Volare non è come andare in bicicletta, anche se lo si è fatto la domenica precedente, il primo girocampo serve per riprendere la mano. Ne ho effettuati tre poi sono tornato a terra, soddisfatto. Discutiamo sul meteo, la visibilità è scarsa ma sufficiente per volare, anche se è previsto un peggioramento per le 13 con probabili ma lievi precipitazioni. Al che l’istruttore ci propone: “andiamo a Lugo con entrambi gli aerei? Facciamo un volo in formazione”. L’idea è grandiosa, essendo ancora novellini questa è una ghiotta occasione, io e Albe seguiremo l'istruttore e Matte in fila indiana, rimanendo in contatto visivo. Facciamo un breve briefing sulla rotta da seguire, seguiremo in canale emiliano-romagnolo fino a Massa Lombarda, poi mantenendo 1000 ft. ci distanzieremo e ci inseriremo in sottovento sinistro 03, sempre mantenendoci in vista. Decidiamo che sarà Albe a volare la tratta d’andata ed io al ritorno, e visto che si gela ci infiliamo subito a bordo e prepariamo l’aereo, soliti controlli di routine. Una volta decollati ci riuniamo sul punto stabilito, poi ci mettiamo in rotta sud-est col canale e l’aereo che ci precede bene in vista. Relativamente perché la visibilità è poca e qualche nuvoletta ci si para davanti, “TORNIAMO INDIETRO” dico io, non siamo abilitati al volo in nube! Ma l’aereo davanti manovra per evitarla e Albe fa lo stesso, inoltre qualche scossone ci tiene impegnati. Io che faccio da copilota devo fare le comunicazioni radio, conosco un po’ la zona quindi mi sento più sicuro. La pista in asfalto di Lugo ci si para davanti dopo un’altra nuvoletta, per pochi istanti ho perso di vista l’aereo che ci precede, ma eccolo la, sta scendendo e affiancandosi alla pista per l’atterraggio, seguiamo a ruota. Stiamo andando bene, le comunicazioni con Lugo Radio le faccio benino, sono piuttosto eccitato, Albe manovra alla grande e dopo poco ci troviamo in finale alla giusta quota e velocità. Lugo ha una pista in asfalto, per Albe è la prima volta e sa che deve posare piano le ruote. Sentire lo stridio delle gomme sull’asfalto è strano ma rassicurante, mi complimento col pilota per l’ottimo atterraggio e per l’impresa appena compiuta: da soli siamo atterrati su un’altra pista, era un nostro traguardo, l’inizio della nostra “carriera” di piloti :-). Posteggiamo sul parcheggio assegnatoci, a Ozzano siamo abituati a lasciare l’aereo più o meno dove capita, ma questo è un aeroporto e bisogna essere precisi! Le congratulazioni durano poco, il meteo si sta chiudendo e dobbiamo rientrare, l’istruttore di Lugo sembra contrariato, troppo pericoloso volare con questo tempo. Ma le previsioni METAR che ha emanato l’aeroporto di Bologna sono precise: abbiamo sufficiente visibilità, tempo e spazio verticale per muoverci e tornare a Ozzano. Stavolta “tocca” a me pilotare, ci scambiamo di posto. Noto che i due istruttori stanno confabulando, sento l’altro dire: “se avete problemi tornate pure qui!” Decidiamo stavolta di tornare seguendo l’autostrada A14 e di volare bassi per non incappare in nebbia o nubi. Dopo il decollo ci ritroviamo sul casello dell’autostrada, la seguiremo fino allo svincolo per Bologna. Ma ci sorprende una pioggerellina leggera, non è bene, la visibilità cala parecchio, per fortuna dura poco. Pur essendo ancora in contatto radio non siamo in vista, loro sono qualche miglio avanti a noi. Lasciamo Lugo Radio per tornare con la frequenza dell’aviosuperficie di Ozzano, sorvolando i caselli di Imola e di Castel S. Pietro. Siamo a circa 150 metri dal suolo e molto veloci, in breve individuiamo i cisternoni del Consorzio Agrario: casa! avvistata la nostra pista erbosa manovro per un atterraggio corto, rasento il campo del vicino e atterro senza problemi sull’erba zuppa d’acqua; che differenza con l’asfalto liscio e veloce, adesso rulliamo saltellando e zig-zagando per evitare le profonde impronte lasciate da aerei molto più grossi e pesanti del nostro. Ci ritroviamo davanti agli hangar con gli aerei ricoperti di fango, adesso tocca lavarli, sotto con la idropulitrice. Ma siamo soddisfatti e i larghi sorrisi lo evidenziano, esperienza grandiosa e altamente istruttiva, da ripetere quanto prima!
Devo precisare che la foto sopra è stata fatta da un cellulare, inoltre siamo sempre stati in VMC quindi sempre in contatto col suolo. A Lugo c’era un grumetto di nubi e effettivamente dal loro punto di vista poteva sembrare pericoloso, ma arrivando da Ozzano (che è a nord di Lugo e il vento tirava da nord) sapevamo che avremmo trovato tempo migliore, come di fatti è stato. Oltre a una bella lezione di volo è stata anche una magnifica lezione di meteorologia. Il nostro istruttore è molto scrupoloso, ma ha anche moltissima esperienza e sono certo che non ci avrebbe mai fatto correre rischi inutili! Io poi sapevo sempre dov’ero, ero perfettamente padrone della situazione, anni di simulazione servono anche nella realtà! Devo solo imparare ad atterrare meglio, sono uno strazio :-)
Luigi Inzirillo |