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RADUNO ABX-ADV

RIMINI    09-10 ottobre 2004

Rimembranze

 

Era una bella mattina di fine novembre… no no… questo è l’incipit de “Il Nome Della Rosa”… e poi ho sbagliato mese… dunque

Calavano le prime ombre della sera… no, non va bene neppure così (… non so mai come iniziare… J )

Va bene, va bene, ci riprovo.

 

Erano da poco passate le 18:00 di quel sabato d’ottobre ed avevamo appena salutato con affetto gli Amici, i quali, ahinoi (ed un po’ ahiloro), dovevano far rientro ad i luoghi natii.  (si, così l’inizio mi piace…)

A quel punto il gruppo rimasto si da appuntamento verso le 20:30 davanti all’Aeroclub per poi procedere compatti dritti alla meta: il ristorante-pizzeria-pub-sala da ballo-balera… e chi più ne ha più ne metta, dove ci attendevano con ansia  e trepidazione… (ma va laaaaaa… figuriamoci…)

I due Presidenti, al secolo Luca Lanti e Stefano Gazich Valseriati, Francesco Re da Grottaferrata, Michele Miccichè giunto da Caltanissetta!!!, Teo Pedrini, Barry Beretta e compagna, ed il sottoscritto, si avviavano verso l’albergo, posto proprio sul lungomare. Preso possesso delle camere ci siamo tutti abbandonati ad un momento di relax dopo l’intensa giornata iniziata per noi tutti molto presto.

Poco prima del rendez-vous ci ritroviamo nella hall dove abbiamo potuto inaspettatamente apprezzare il fascino discreto e disarmante di alcune signore, sbarcate quasi sicuramente da qualche Tupolev che abitualmente atterra a Rimini… ;-)

Con l’animo gioioso ed ulteriormente ben disposto, ci si avvia allegramente ad incontrare gli Amici: tra loro appare, come dal desio chiamato, Luigi Inzirillo, il quale, dopo una dura giornata di lavoro, non ha esitato a raggiungerci da Imola.

Ci si avvia in allegra brigata ed in fila longobarda (di brancaleoniana memoria) al locale… tavoli, tavolini e tavolate tutte intorno ad una piccola pista da ballo: moltitudine di persone, musica alta (forse troppo… ehm senza il forse…), e le luci colorate completavano l’atmosfera. La cena (organizzata benissimo da Cristiano) è stata fantastica in tutte le sue portate, fino alla torta finale con tanto di scritta inneggiante al raduno. Da notare che, appena seduti a tavola, Francesco Re e Barry Beretta esordiscono con un perentorio: stasera una pizza leggera e birretta… mai frase fu più infelice e soprattutto smentita clamorosamente!

Ed ecco che, fra musiche tipicamente romagnole e ritmi latino-americani, si fa strada ciò che sarà il tormentone di AirBrixia ed AirDolomiti Virtual: CIAPA LA GALEINA! Assurto al rango di motto (o grido di battaglia?) e colonna sonora dei prossimi raduni… beh forse no, però nei giorni successivi non ce lo toglievamo dalla testa e dalla tastiera… J  La serata vola ed è giunto il momento dei saluti. Stesso affetto come nel pomeriggio e ringraziamenti reciproci direttamente dal cuore. Noi, temerari che si fermano anche il giorno dopo, rientriamo in albergo. Nessuno ha voglia di salire in camera, ed è mezzanotte passata. Luigi, Michele ed io facciamo una breve passeggiata sul lungomare e dopo un po’ raggiungiamo gli altri nella hall per sorseggiare un ultimo bicchiere. Sono momenti stupendi, dove la serenità d’animo si accompagna alla gioia di condividere questi attimi con degli amici, persone conosciute da poco, ma che ti sembra di conoscere da sempre (io incontravo per la prima volta Barry e Michele). Questi attimi durano fin quasi le due e trenta grazie anche ai racconti di Barry, l’uomo che è andato con l’auto contro la statua di Garibaldi, non per quello che ha fatto (Garibaldi, non Barry ;.) ), ma perché la statua era dove lui voleva passare. Va beh… Alla fine decidiamo di andare a riposare non prima di aver salutato Francesco che dovrà prendere il treno presto. Io, Teo e Luigi condividiamo la tripla e fra una spiegazione ed un racconto, fra un VOR ed un Missed Approch si fanno le tre e un quarto… buonanotte ragazzi!

La mattina ci si sveglia verso le otto e, dopo le immancabili foto dal balcone a riprendere una spiaggia deserta ed il sole che lentamente si leva sul mare, ci ritroviamo a far colazione e sorpresa, riapprezziamo il fascino discreto e … insomma, vedi sopra J

Con l’animo gioioso ed ulteriormente ben disposto, ci si avvia allegramente (si, lo so che l’ho già scritta questa frase… ma è proprio così), dunque, dicevo che ci si avvia allegramente a far la foto dei Beatles sulle strisce pedonali. Dopo quest’ultima zingarata (per i toscani,e non solo…  è inutile che citi la fonte, vero?) anche Barry e la sua gentile compagna si avviano verso casa. Gli impavidi (Luca, Stefano, Michele, Teo, Luigi ed il sottoscritto) si dirigono verso il Museo dell’Aviazione. La visita dura circa un paio d’ore: gli aerei sono tanti, purtroppo non in buonissime condizioni, ma  ne è valsa proprio la pena!

Alle 13:00 non poteva mancare il pranzo in un ristorante vicino al museo e pioggia torrenziale che si scarica appena entriamo al ristorante. Un po’ di fortuna non guasta mai. Il “raduno” volge alla fine.

Alle 15:00, finito il pranzo le strade si dividono: salutiamo Luigi, mentre Michele viene con noi in auto fino alla stazione di Brescia (deve andare a Milano).  Ed il cielo continua lacrimare a dirotto… ma sono lacrime di gioia.

Pensando alla prossima occasione d’incontro.

Mario Sparacino

                                                                                         Ciapa la Galeina!!! Bravo Mario

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