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Voglio volare! Giovedì 17 Giugno 2010
Esatto! Non volo da due settimane a causa delle manifestazioni tenutesi a Ozzano, e questa domenica si prevede il diluvio universale. Se non volo sono svogliato e distratto al lavoro, come quando si sta per partire per le agognate ferie. Ho bisogno di staccare, sia fisicamente staccandomi dal suolo sia più prosaicamente staccando l’ombra da terra, come amiamo dire noi piloti J Così mando un messaggio a Matte, mio inseparabile compagno di voli, che mi risponde “si può fare, sentiamoci stasera”. Alle 19 in punto mollo letteralmente il lavoro e mi fiondo verso l’autostrada, scrutando il cielo verso nord in direzione del campo di Ozzano. A Imola pioviggina ma laggiù un bel sole squarcia la alta coltre di nuvole grigie illuminando l’orizzonte. Matte conferma: “si ci sarò, troviamoci la, qui c’è il sole”. C’è poco vento e in quota non ci sono particolari correnti, penso mentre mi immagino la rotta che faremo stasera costeggiando il CTR ad est di Bologna per fare un basso passaggio a Icaro Village, cortissima pista appena a ovest di Ferrara. Non sono mai atterrato su piste così corte e Icaro ha uno spazio disponibile inferiore ai quattrocento metri, meno della metà della pista di Ozzano. Spesso ci siamo fermati in duecento metri ma “farlo su una pista realmente corta fa tutta un’altra impressione”, ci ripete sempre il nostro istruttore. Arrivati al campo è tutto chiuso come immaginavamo, di solito fa buio verso le 21 ma verso l’orizzonte a nord ci sono parecchie nuvole, così apro gli hangar e velocemente tiriamo fuori il P92 n°1 che ovviamente è a secco. Riforniamo e dopo i dovuti controlli decolliamo alle 20:05 giusto in tempo per godere di un bellissimo tramonto su un cielo rosso brillante contrastato dalla copertura totale che si trova a sud. Sorvoliamo Villa Fontana e dopo viriamo per 350° in modo da non interessare il CTR. Essendo un giorno feriale tocca volare bassi, ma luce bassa mette in risalto i dettagli del suolo. Non ho mai volato al tramonto, e mi piace. Superiamo Baricella e Malalbergo e dopo l’Autostrada A13 costeggiamo Poggio Renatico, con Ferrara che già si intravede a nord-est. Il piccolo campo di Icaro Village a Vigarano Mainarda lo identifichiamo subito, deserto, e la manica a vento ci dice che abbiamo un venticello da est così manovro per effettuare un basso passaggio sulla 15. Non voglio atterrare, solo “prendere le misure” come facciamo ogni volta che vogliamo atterrare su un nuovo campo. Ma la soglia pista è sgombra, l’avvicinamento è buono e decidiamo di fare un tocca e va, tipica manovra che consente di posare le ruote senza fermarsi. Ma una volta al suolo, meravigliato dal mio atterraggio cortissimo, chiedo a Matte “vuoi che ci fermiamo? Così poi decolli tu” “no meglio di no si fa tardi” risponde Matte, così do tutta potenza e ci solleviamo in spazi brevissimi per poter superare agevolmente la lunga fila di pini che si staglia poco oltre la pista. Però non sembravano così alti da sopra J Ritorniamo verso Poggio Renatico ripetendo il percorso inverso, adesso che il sole è alle spalle la luce è decisamente minore fino a sparire quasi del tutto passando in una zona d’ombra. Le luci della sera cominciano a punteggiare lo scenario padano, sono le 20:30 passate ma abbiamo ancora almeno mezz’ora di luce. Il GPS indica la direzione per Ozzano e la zona la conosciamo bene. Certo se fossi stato da solo avrei avuto fretta di tornare ma in due siamo tranquilli, e poi la calma della sera cullata dal ronzio del motore è rilassante: l’aereo fila a 150, gli strumenti non evidenziano anomalie. Manca solo della buona musica, immagino di ascoltare quel pezzo degli Eagles che mi piace tanto, chissà se qualcuno ha mai pensato di montare uno stereo in aereo J Puntualmente alle 20:48, l’ora stabilita dal santo protettore dei piloti, San GPS, arriviamo ad Ozzano e con 8 colpi sulla frequenza 130,00 VHF il faro della torre si accende ed inizia a roteare, identificando a distanza la pista. Rapido circuito e con un atterraggio dei migliori riportiamo ruote e piedi sulla Terra. Un passo da nulla per l’umanità ma un grandissimo passo per due piloti pivelli: volo perfetto, primo atterraggio su pista corta e primo volo al tramonto. Che soddisfazione! Se avete letto fin qui.... grazie! Luigi Inzirillo
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