A Volte Volano..

 

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A volte volano....

LIPB - LIRF

Venerdì 25 febbraio, ore 6.35, nella penombra dell'aeroporto di Bolzano, con due occhi pesti dal sonno che mi rendono simile ad un panda in giacca e cravatta, mi accingo ad imbarcarmi sul volo A6205 per LIRF, Roma Fiumicino.
Il Dornier 328-110, attaccato al cordone ombelicale della GPU, è pallidamente illuminato da una luna piena appesa quasi perpendicolarmente sopra il timone di coda.
Salgo le scalette quasi per ultimo, appoggio il cappotto nel vano portabagagli e inizio a puntare, con sguardo ambiguo la hostess. Lei, con il sorriso di circostanza, ma credendomi forse un mezzo maniaco sessuale, mi dice con forte accento austriaco: "Ponciorno, ssi, mi dika!". Io, sfoderando una mirabilante faccia di bronzo, le spiego che sono appassionato di aviazione, di simulazione di volo, che ho appena iniziato il corso PPL e che avrei il desiderio di visitare il cockpit.
"Un attimo preko, ke kieto ai pilotti!" e due minuti dopo mi trovo a salutare comandante e primo ufficiale che incredibilmente mi fanno accomodare sullo strapuntino prima di ultimare la cockpit preparation.

Mentre mi allaccio la cintura e ascolto le indicazioni sulle procedure di emergenza, l'oscura ombra dei severi moniti di un fantomatico consulente sulla simulazione di volo spengono momentaneamente il mio entusiasmo. E se dovessimo evacuare...? E se presi dal panico dell'emergenza ci venisse da evacuare veramente...? Si evacua nel cessetto uno alla volta? Chi ha la precedenza? Prima il comandante, poi il primo ufficiale e poi io? E se al mio turno l'impianto idraulico dovesse essere fuori uso...?

Ma la simpatia del primo ufficiale Christian, neanche trent'anni, porca miseria, e del comandante Franz (i nomi veri ve li risparmio per motivi di privacy), età pensionabile e apparente grande esperienza, mi riportanao alla realtà.
Cavolo, è tutto vero, la hostess ha chiuso la porta del cockpit e sto seguendo con i piloti la checklist del Dornier! E allora chissenefrega dei consulenti menagrami!!!
Vai, motore destro, motore sinistro, clearance ottenuta, CL a metà corsa, un colpo di manetta e via con il taxi, prima con la steering wheel e poi con i pedali fino all'allineamento.
Flaps 12, trim in t/o range, checklist pre-takeoff, siamo allineati sulla pista 19.
Non riesco a staccare un attimo gli occhi dallo stupendo glass cockpit Honeywell e seguo le veloci mani dei piloti che impostano rapidamente la strumentazione.
Ci siamo, i pedali dei freni premuti, CL al massimo, takeoff thrust set e vengo schiacciato sullo schienale dello strapuntino non appena Franz molla i freni.
V1 e VR a 114, rotate! Sfiliamo tra le montagne lasciando l'aeroporto alle spalle. Che potenza questo Dornier, si sale a 2000 ft/min a 155 nodi. Poi ci stabilizziamo in IAS-Hold a 1800 ft/min a 190 nodi e noto quanto sono silenziosi i due motori Pratt & Whitney da 2.180 cavalli ciascuno.

Inizio a sommergere i piloti di domande e loro rigurgitano una marea di informazioni, umanamente impossibili da memorizzare tutte.
In crociera mi rilasso anch'io, nonostante la faccia da bambino esaltato che sta facendo un giro in giostra, e mi faccio due risate con i piloti austriaci che giustamente si lamentano di quanto incomprensibile e maccheronico sia l'inglese dei controllori italiani che sento anch'io in cuffia.

Arrivati sul VOR di Bolsena, già in fase di discesa, buchiamo il materasso di nuvole sottostanti e l'autopilota fa dolcemente il suo dovere in collaborazione con lo splendido FMS di cui è dotato il Dornier.
Appena stabilizzati sul localizer della pista 16L, Franz, la vecchia volpe, stacca il pilota automatico e inizia l'approccio finale in manuale.
Flaps 12, landing gear, flaps 20, flaps 32, CL al massimo, touch down a 115 nodi, qualche correzione con il timone, niente reverse, solo freni. In rullaggio verso il parcheggio Franz mette il motore sinistro in Feather e rotoliamo tranquillamente sui lunghi raccordi di Fiumicino.
Christian mi chiede nome e cognome e i dati del mio volo di ritorno per Bolzano assicurandomi che mi avrebbe raccomandato al comandante del volo pomeridiano.
Fantastico! Saluto con affettuosissime strette di mano i piloti e scendo la scaletta dell'aereo con un sorriso a 99 denti stampato in faccia, pensando già al volo di ritorno...


LIRF-LIPB

Alle ore 17:00 si aprono le porte del gate A25, salgo in autobus e vedo in lontananza la sagoma del Dornier che tra i tanti MD80, gli Airbus e i Boeing parcheggiati sembra un piccolo giocattolino. Chissà se il giovane copilota del volo mattutino mi avrà raccomandato...

Salgo in aereo e mi presento subito ad uno steward simpatico come un dobermann con i maroni girati. Nonostante mi presenti con nome e cognome, lo steward mi fa notare che lo strapuntino è già prenotato da un certo signor Michele. Gli ripeto il mio nominativo, gli faccio notare che mi chiamo Michele Tais a tutti gli effetti e, chiarito l'equivoco, vengo accolto dal comandante Willi, uno svizzero over 50 che dà spiritose indicazioni al dobermann di aprirmi lo strapuntino.
Faccio conoscenza del copilota, austriaco di Innsbruck, anche lui molto gentile e accogliente.

Mi metto le cuffie e rimango in silenzio ad osservare le procedure di preparazione. Molto spesso mi viene da sorridere, ascoltando la checklist metà in inglese, metà in un pittoresco tedesco ornato da una marcatissima cadenza svizzera. Meno male che capisco e parlo bene il tedesco...
Ho i neuroni ormai sovraccarichi da tutte le informazioni e spiegazioni del volo di andata, per cui sposto l'attenzione sull'atmosfera esterna all'aeromobile, sul frenetico brulicare di mezzi e aerei sui piazzali e sulle taxiway. Il tutto sottolineato dal sottofondo sonoro delle comunicazioni di Roma ground che ho in cuffia.

Rulliamo lentamente seguendo due MadDog Alitalia verso la pista 25. I Maddog prendono il raccordo per raggiungere il punto più estremo della pista, noi ci fermiamo in posizione di attesa su un raccordo a trequarti. Parte il primo MD, poi il secondo, otteniamo la takeoff clearance e Willi entra in pista iniziando subito la corsa di decollo.
V1 e VR a 116 nodi, siamo leggermente più pesanti che all'andata. Il Dornier si stacca da terra e si becca una sonora sberla, probabilmente a causa della scia dell'ultimo MD. Il comandante Willi, smanettando sulla cloche, si fa una simpatica risata, affermando in dialetto svizzero: "me l'aspettavo!". Penso: "Non era forse il caso di aspettare un po' prima di lanciarsi? Bah, saprà il fatto suo..."

Giriamo sul mare in direzione nord, vettorati dai controllori di Roma e la salita procede noiosa e tranquilla a soli 1400 ft/min. Prima di virare su Bolsena VOR, ammiro sulla sinistra un sole incandescente che si tuffa in mare e sulla destra vedo srotolarsi un film in bianco e nero fatto di una sottile foschia e di paesaggi innevati.

In crociera il comandante mi spiega minuziosamente l'avvicinamento a Bolzano che sarà delicato e complesso. Si tratta infatti di un non-precision-approach con il localizer fuori dall'asse della pista. A circa quatro miglia dalla pista 1 di LIPB ci si dovrà trovare all'altitudine di circa 3450 piedi, si dovrà staccare l'autopilota e
con una decisa picchiata ci si butterà verso la pista ad un rateo di discesa abbastanza alto. Willi inizia a impostare l'FMS e preme un pulsante sopra il PFD sul quale si illumina la scritta STEEP: steep descent, appunto.

Bene, ci siamo, stiamo passando FORER, la faccenda si fa seria e rimango in silenzio, decisamente emozionato. Siamo stabili sul localizer, tutto sotto controllo, Flaps 12, landing gear down. Flaps 20 e il suono del pilota automatico che si stacca mi fa aumentare la tensione. Abbandoniamo il sentiero, viriamo a sinistra e inizia la
picchiata.
Rischiando lo strabismo, incollo l'occhio sinistro sulle luci della pista che si vedono chiaramente e l'occhio destro sul PFD che mi indica un deciso e inesorabile aumento del rateo di discesa. 1900, 2000, 2200, 2400, - cavolo, non si ferma - 2600, 2900 ft/min!!!
Trattengo il fiato... flaps 32, tiratina di cloche, il muso si alza e il rateo diminuisce nuovamente,lentamente.

La pista si avvicina sempre di più, velocità 120 nodi, in lenta diminuzione. Willi esclama, in dialetto svizzero da sciatore folle, più che da pilota esperto: "Stai attento che non tocchiamo i freni!". CL al massimo, touch down, reverse attivati, correzioni di pedale e si rulla sulla pista 1. Effettivamente non ha intenzione di toccare i freni, regola tutto con le manette e le condition lever. Lo svizzero
virtuoso tocca i freni solo per fermarsi al parcheggio, sono incredulo. Lui, con grande orgoglio mi mostra sull'EICAS che i freni sono assolutamente freddi! Che esperienza, irripetibile!

Riprendo fiato e colore in viso, mi complimento con i piloti, li saluto con ammirazione e invidia e scendo da ultimo passeggero respirando a pieni polmoni, pieno di gioia, la fresca aria delle mie amate montagne.

Michele Tais

                                                                                                           Grazie Michele :-)