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1° decollo solista.
Aviosuperficie di Ozzano (BO)
8 Maggio 2009
Raga è fatta! Oggi ho "staccato l'ombra da terra": sono decollato da solo per la prima volta! Che esperienza. Sono arrivato al campo alle 17, Alberto, un compagno di corso, era già arrivato, ma Beppe, il capo istruttore, non c'è, è decollato con una tipa e dev'essersela squagliata con lei :-) Non ho detto niente a nessuno perché già altre volte c'era stato un falso allarme, ho deciso che era meglio essere da solo. L'attesa è stata snervante, per fortuna che c'è Alberto con cui scherzare e sdrammatizzare. Meno male che non c'è nessuno intorno, non sopporterei frasi tipo: "dai ma è una cavolata" o altre scemenze simili. Poi arriva Beppe, con Alberto ci guardiamo negli occhi: chi va prima? Tu, no vai prima tu, non me lo faccio dire due volte, mi avvicino al P92 n°1 con espressione di preghiera: "non mollarmi proprio oggi!" Faccio i soliti controlli, la tensione cresce. "Inzirillo quando sei pronto sali pure a bordo che arrivo!" Ma ci sono 27 gradi, dentro il P92 si cuoce letteralmente, Beppe intanto intrattiene le signore, incurante del fatto che io a causa del caldo e dello stress mi sto letteralmente sgretolando. Compilo il libro di bordo, un paio di righe più su leggo "Pizzirani decollo" sottolineato. Li un pizzico di invidia m'è venuta, Matteo, un altro compagno di corso, ce l'ha fatta! Ma appena sale Beppe e metto in moto tutto cambia, non devo fare altro che quello che mi ha insegnato Gianmarco, il mio istruttore abituale. Dopo il decollo andiamo a Villa Fontana, stavolta la trovo subito, faccio un sottovento corto come piace a Beppe, mi butto in finale per un tocca e va. "Bene così, torniamo a Ozzano" Di già? penso, ma lui mi anticipa: "si sei già pronto, facciamo un circuito ad Ozzano poi vai da solo". Ecco ci siamo, è giunto il momento, non ce la posso fare :-( Anche a Ozzano circuito ed atterraggio sono buoni, al che Beppe mi dice di fermarmi, ma io chiedo un altro giro perché ho davvero paura di andare da solo. Adesso che scrivo non riesco a descrivere lo stato d'animo del momento, ma ero davvero atterrito. Beppe scende dall'aereo e mi da le ultime dritte, poi rimetto le cuffie e subito un dubbio mi assale: devo bloccare anche lo sportello del passeggero? Seguo la check-list, metto in moto e do motore per rullare. Improvvisamente il terrore cessa e la mente si schiarisce: non solo non ho paura ma mi sto anche divertendo :-) Rullo canticchiando e guardo il sedile del passeggero. Vuoto! Mi ero ripromesso di evitare di guardarlo per non intimorirmi, forse in volo mi farà un altro effetto. Allineamento e decollo, piede destro, barra indietro, salgo dolcemente, mi aspettavo di salire a razzo: tutto qua? Sulla soglia pista riduco a 4500 giri, a 300 piedi tolgo i flap e viro in controbase. Sedile destro? Vuoto. Impressioni? Chissenefrega! Sono concentratissimo ma perfettamente padrone della situazione, mi meraviglio di me stesso! L'unica cosa che mi stupisce è che sento strani cigolii e ticchettii che non avevo mai notato prima. Mi ero ripromesso di fare il sottovento lungo per avere tutto il tempo di allinearmi, avevo anticipato a Beppe che lo avrei fatto così, ma al traverso della torre ho ridotto il motore a 2000 giri ed ho iniziato subito a scendere per un sottovento corto a 45° dalla testata: 400 piedi in virata base e 300 in finale. Tolgo tutto motore, mantengo i 110 km/h, la manica a vento giocherella con l’asta di sostegno, con la coda dell'occhio noto l'ombra amica al suolo che si avvicina. Questa è la fase che temo di più. Sedile destro? Vuoto! Impressioni? Nessuna. Galleggio sulla pista aspettando il contatto, mi sono tenuto 10 km in più per avvicinarmi gradualmente al suolo, ma appena tocco l'erba la radio gracchia: "tutta manetta e fa un altro giro". Stavolta l'aereo scatta in avanti e accelera come un missile, devo tenere giù la barra e dare molto piede, ma un paio di scossoni laterali li prendo. Stacco velocemente e mi riporto sottovento, stesse manovre di prima. In sottovento ho qualche secondo per scrutare il panorama, vedo le luci dei jet che decollano dal Marconi, e le scie di altri aerei che solcano il cielo, mi sento un privilegiato. Col mio solo peso il P92 plana meglio, arrivo a toccare nello stesso punto precedente. "FRENA!" Urca è vero, anche la frenata è più lunga, almeno mi pare. Ripensando all'atterraggio mi dico che dovrò arrivare più lento quando volerò da solo, ma Beppe mi smentisce: "Ottimo atterraggio, non avrei saputo far meglio!" E questo cari amici lasciatemelo dire, è un signor Complimento :-)
Il calcio nel posteriore è di rito ed offro volentieri le terga, ma è festa solo a metà: adesso tocca ad Alberto. Vorrei trasferirgli tutte le sensazioni e la sicurezza che ho provato, ma non faccio altro che dire le solite cose scontate che destavo. Anche lui circuito a Villa Fontana e subito indietro ad Ozzano, un solo circuito poi il copione si ripete. Intanto sopraggiungono altre persone, anche Alberto è teso, ma so che ce la farà, ripensandoci a freddo mi sembra impossibile aver temuto di non farcela. Anche Alberto compie un tocca e va, da fuori sembra impeccabile, ma all'atterraggio sembra provato e teso. Ma appena spento il motore tutto il gruppetto dei presenti si congratula con lui, foto di rito, pacche sulle spalle, Beppe si vanta: "quattro decolli in una settimana!" Eh si, ce l’abbiamo fatta! Matteo, Alberto ed io, allievi del 7° Corso per Attestato VDS a Motore, abbiamo compiuto una impresa... epocale. Certo, manca ancora l'esame ma in confronto è nulla rispetto al primo volo da soli. Adesso sotto coi quiz, poi si che festeggeremo!
Grazie a tutti per aver letto fino in fondo! :-P Luigi Inzirillo |